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Sant’Antonio Abate è il Protettore degli animali per eccellenza e invocato per questo a tutela del bestiame.
La sua immagine era collocata sulla porta delle stalle e veniva raffigurato con accanto un porcellino e con in mano un bastone alla cui estremità era appeso un campanellino.

La sera che precede il 17 gennaio, per scacciare il demonio che cerca inutilmente di indurre in tentazioni il Santo, musicanti paesani cantano per le vie del borgo una canzone popolare dei primi anni del 1900: "Jù Sant'Antonje".

In cambio riceveranno forse gustose ricompense a motivo di ringraziamento.

"..dopo quanto abbiam narrato
vero fatto genuino,
niente altro noi vogliamo
che un goccetto di buon vino.
Se ci date un fiasco sano
vi baciamo anche la mano
grideremo a perdifiato:
Sant’Antonio ringraziato!

Quest’allegra compagnia
con accenti armoniosi
vi ringrazia, vi saluta
con auguri fervorosi
di trovarvi tutti bene
questo dì l’anno che viene.

Viva viva Sant’Antonio,
il nemico del demonio"

(versi e musica di A. Colangeli)


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